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Le origini di Napoli risalgono al VII secolo a.C., alla fondazione cumana di " Parthenope" - dal nome della mitica sirena sulla cui tomba sarebbe sorto, secondo la tradizione, il primo insediamento urbano - sul promontorio di Monte Echia (la collina di Pizzofalcone).
All'antico nucleo della vecchia città " Palepolis" avrebbe fatto seguito Neapolis, il cui impianto ortogonale è tuttora riconoscibile nel tracciato viario del centro antico. Neapolis diviene una delle maggiori e più famose città della Magna Grecia, per la prosperità commerciale, la bellezza dei luoghi e il clima mite.
I Romani ne avrebbero amato i dintorni, che disseminano di ville: ciò nonostante la città, profondamente segnata dall'impronta greca originaria, avrebbe conservato sempre grande autonomia culturale, fino al Medioevo.
Il Cristianesimo delle origini vi lascia cenobi e catacombe; oppostasi fieramente ai Normanni, ai quali cede nel 1139 dopo lungo assedio, Napoli passa in seguito agli Angioini, che vi trasferiscono la capitale del loro regno. Dopo la dominazione aragonese, nel 1503 Napoli diviene sede del Viceré spagnolo. Nel 1734, con l'avvento di Carlo di Borbone, torna ad essere capitale di un Regno durato fino all'Unità d'Italia.
Centro di una fervida vita artistica e musicale, Napoli continua ad essere nell'Ottocento all'altezza della propria storia millenaria.
Napoli Museo virtuale, non è solo un museo tra i musei: il museo virtuale è infatti il riferimento principale di tutti i musei del circuito ReMuNa, in virtù della doppia valenza di Napoli, considerata sia come "contenuto" che come "contenitore" di beni culturali. Il fitto tessuto urbano del centro storico della città è il racconto visibile della sua storia millenaria, arricchita del fascino straordinario conferitole dalla continuità abitativa: dalle tracce greche e romane alle chiese gotiche; dai luoghi delle dominazioni normanna, angioina, aragonese e borbonica alle oscure gallerie delle gallerie sotterranee.
Carlo di Borbone avrebbe trasformato la città in una capitale europea, avviando la costruzione di arterie ed edifici grandiosi, quali la reggia di Capodimonte o l'Albergo dei Poveri. Contemporaneamente, l'arrivo delle collezioni Farnese - che egli eredita dalla madre - e l'avvio degli scavi nella zona vesuviana avrebbero accresciuto l'interesse e il prestigio culturale di Napoli, meta d'elezione per il Grand Tour. Il centro storico, per il suo straordinario valore culturale, in base alla Convenzione internazionale dell'UNESCO sulla protezione del Patrimonio mondiale culturale e naturale, è iscritto dal 1995 nel Patrimonio dell'Umanità.
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